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PROGETTO MEMORIA

Intervista a Enea Antonio Tedeschi, fratello di Padre Giuseppe Tedeschi. Un percorso per ricostruire la biografia ed il cammino di vita di padre Jose Tedeschi Il 18 Aprile 2009 presso il Club Saint’Ann di Norwalk in Connecticut si e svolta la St. Ann Dinner che ha visto la partecipazione di una delegazione proveniente dal Molise composta dal presidente del Comitato Sant’Anna di Jelsi Augusto Passatelli, il presidente dell’Associazione Culturale Sant’Amanzio Michele Fratino, dal presidente della Pro Loco di Jelsi Mariachiara D’Amico, dal vicepresidente dell’Associazione Sociale e Culturale “G. Tedeschi” Onlus Monica Di Tota accompagnata da Elisabetta Brunetti, collaboratrice dell’Associazione Tedeschi. La cena e stata l’occasione per rafforzare i contatti con la comunita jelsese e italiana di Norwalk e per conoscere e intervistare Enea Antonio Tedeschi, fratello di Padre Giuseppe Tedeschi a cui la nostra associazione e dedicata. Enea Antonio Tedeschi durante l’intervista ci ha donato i suoi ricordi, a tratti davvero commoventi, della vita, dell’impegno, delle passioni e della morte di Padre Tedeschi dando alla nostra Associazione la possibilita di arricchire la conoscenza di un martire molisano ancora troppo poco noto nella nostra regione e in Italia.

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La Caritas diocesana di Trivento in aiuto alla popolazione abruzzese Caritas Diocesana 7/4/2009 Trivento (CB) La Caritas diocesana di Trivento in aiuto alla popolazione abruzzese Fin dalla prima mattinata di lunedi 6 aprile, il reverendissimo sacerdote don Alberto Conti, Direttore della Caritas Diocesana di Trivento e Delegato dalla Ceam a coordinare tutta l'attivita dei direttori diocesani Caritas di Abruzzo e Molise, ha raggiunto di persona i luoghi dell'aquilano colpiti dal tragico terremoto, dove si e trovato di fronte ad una situazione veramente drammatica.

In modo speciale e rimasto schioccato visitando la piccola frazione di Onna, a 7 chilometri dal capoluogo abruzzese, completamente rasa al suolo e ha pregato davanti ad una trentina di salme pietosamente ricomposte sopra un prato e coperte da un lenzuolo bianco Ha incontrato l'Arcivescovo de L'Aquila mons. Giuseppe Molinaro al quale ha espresso tutta la solidarieta del nostro Vescovo, mons. Scotti, e della nostra Diocesi e di contempo si e messo a disposizione per cercare di vedere e di programmare cosa si possa fare subito nello sforzo di organizzare i soccorsi paralleli, senza perdere alcun tempo prezioso. Don Alberto gia per martedi 7 aprile, sempre a L'Aquila, ha convocato un incontro urgente con tutti gli altri direttori Caritas, alla presenza anche dei delegati della Caritas nazionale, per rendere tangibile e concreto l'aiuto solidale della comunita cristiana.

Inoltre il Direttore della Caritas invita a tramutare in segno concreto di solidarieta lo stupore e lo sgomento per tutto quanto drammaticamente accaduto e, proprio per questo, invita chi vuole dare il proprio contributo in danaro a versarlo sul conto corrente postale n. 10431864 intestato a Caritas diocesana di Trivento con la causale terremoto Abruzzo 09, sara come una goccia di speranza e un raggio di luce che daranno fiducia a quanti soffrono e piangono, vittime dell'immane tragedia.

 

Intervista  per Vita Diocesana che Elisa Tomasso ha fatto ad Eulalia

 

CI HO LASCIATO UN PEZZETTO DEL MIO CUORE:
O ME LO VADO A RIPRENDERE O CE LO LASCIO TUTTO.

Alla sede di via Piave Eulalia D’Amico si racconta. Sono le 19.00 di giovedi 26 febbraio. Sono passati 25 giorni da quando Eulalia ha rimesso piede in terra italiana dopo la sua lunga esperienza in Africa. La serata e tutta per lei. Il racconto non e lungo, le parole fanno fatica a rendere pienamente il senso di cio che e stato. E si puo convenire con il consigliere regionale del Pd Petraroia, presente alla serata, che <<tra le cose che si dicono e quelle che si fanno spesso c’e una distanza abissale>>.
Ad un confronto piu ravvicinato con la protagonista proviamo a colmare, se pur parzialmente, questa distanza.
Quando e come e cominciata quest’avventura.
<<Intanto devo ringraziare l’Associazione Tedeschi per avermi dato quest’opportunita. E devo ringraziare sr. Filomena missionaria in Camerun dal 1965. E’ una suora di Cercemaggiore che abbiamo avuto modo di conoscere l’estate scorsa in occasione del suo ritorno in Italia. Dalla conoscenza con Petraroia, l’evento che l’ha ufficializzata e stato l’incontro pubblico del 15 luglio 2008 presso la sede dell’Associazione con lei e con il fratello, padre Libero  Zappone, anche lui missionario, ma in Brasile. Ed e li che l’ho conosciuta. La mia decisione e stata presa cosi, un po’ per caso. Serviva una persona che andasse in loco per vagliare le problematiche, le poverta e le necessita della missione e che fungesse da ponte tra quella realta e la nostra Regione>>.
Il viaggio.
Cominciamo col dire che ho impiegato diversi giorni per arrivare. Sono partita il 7 novembre e sono approdata a Ngadundere, Camerun l’11. Il primo impatto e stato con i poveri della stazione. Per lo piu porta-bagagli che elemosinavano quella piccola commissione per avere qualche centesimo. Poi mi e venuta quasi subito incontro sr. Filomena che ha accompagnato me e la mia compagna di viaggio, Paola di Cremona, al villaggio. Ed e qui, tra i bambini dell’orfanotrofio che si e con concretizzata la mia esperienza>>.
La missione.
Si tratta di un orfanotrofio tenuto e fondato dalle suore Mater Orphanorum di cui fa parte la stessa sr. Filomena. Hanno li anche un noviziato, con cinque ragazze che stanno ‘studiando’ e formandosi per diventare suore. In tutto sono due quelle che si occupano dei bambini. Poche. Considerando che non ci sono operatori volontari esterni e che i piccoli sono 28 e vanno da un’eta minima di 5 mesi ad una massima di 16/17 anni. Eta non definita esattamente perché Mimi – mamma cieca, sorella prostituta, fratello in un altro istituto – non si sa quando e nata>>.
Parlaci ancora dei bambini.
C’e Caterina, la piu piccola. Ha cinque mesi. Lei ha una mamma da cui pero e stata abbandonata ben due volte. Cosi i servizi sociali l’hanno affidata alle suore. Poi c’e Mariangela, di un anno e quattro mesi. Di lei non si sa niente. Questi sono solo alcuni casi, ma di storie del genere ce ne sono molte. Basti pensare che quando sr. Filomena arrivo qui lo scenario era ancor piu raccapricciante. La religione prevalente era ed e quella musulmana, per cui vigeva e vige tutt’oggi la poligamia. Se moriva una moglie, il bimbo o la bimba di quella donna veniva seppellito/a con lei. Sr. Filomena si e battuta con tutta se stessa contro questa pratica con una forte opera di educazione e di sensibilizzazione. E qualcosa e cambiato, anche se secondo legge il Camerun non riconosce i bambini abbandonati. Semplicemente non esistono>>.
Qual e la situazione piu generale del Camerun?
Nei villaggi c’e molta poverta, c’e malnutrizione. I piu ricchi mangiano riso, polenta e patate. A cio si aggiungono piaghe sociali di stampo Occidentale, quali la prostituzione, l’alcolismo, la tossicodipendenza. Resta un paese con molte contraddizioni. Nella miseria piu totale si assiste ad un fenomeno paradossale: ogni famiglia dispone di telefonini e computer di ultima generazione. Perlomeno non e un paese in guerra e l’acqua non manca. Mancano le risorse materiali>>.
Cosa manca nelle due missioni di sr. Filomena? Ngadundere e Touboro?
<<Un dato: con l’ultimo container mandato i bambini hanno mangiato per tre anni. Quindi continuare a mandare il necessario e gia una grande cosa. A mancare sono i volontari, specialmente presenze femminili. Tra i progetti di sr. Filomena c’e una casa per laiche volontarie che l’aiutino in missione>>.
Hai intenzione di tornarci?
Ci ho lasciato un pezzetto del mio cuore: o me lo vado a riprendere o ce lo lascio tutto>>.

 

 

 

 


 

ASSOCIAZIONE SOCIALE E CULTURALE “GIUSEPPE TEDESCHI” Onlus
Via Piave, 90 – 86100 Campobasso - Tel e Fax 0874.493836
 e-mail associazionetedeschi@alice.it

 

Comunicato Stampa
 
L’Associazione Sociale e Culturale “G. Tedeschi” Onlus esprime la piu profonda riconoscenza verso quanti, privati e aziende, hanno contribuito alla raccolta organizzata in favore della Missione di Tuoboro e della Casa dell’Infanzia Abbandonata di Ngaoundéré in Camerun gestite, dal 1968, da Suor Filomena Zappone dell’Istituto Mater Orphanorum di Cercemaggiore (CB).
Lo scorso 28 luglio abbiamo consegnato a Suor Filomena circa 100 cartoni di materiale vario, nello specifico:
450 kg di pasta,
120 kg di zucchero,
30 kg di riso,
35 confezioni di biscotti,
30 litri di olio,
80 barattoli di pelati,
5 litri di aceto,
10 scatoloni di cibo in scatola di vario tipo (tonno, legumi,carne in scatola),
53 confezioni di latte in polvere,
10 scatoloni di materiale scolastico vario (zaini, penne, matite, colori ecc)
10 scatole di scarpe,
vestitini per bambini.Oltre a ringraziare di cuore tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo grande risultato in circa 10 giorni,  l’Associazione Tedeschi, in nome degli ideali di Padre Giuseppe Tedeschi sacerdote jelsese morto in Argentina per mano degli squadroni della morte il 02 febbraio 1976, intende mantenere rapporti di collaborazione con Suor Filomena Zappone e le attivita da lei gestite anche attraverso la promozione delle adozioni a distanza degli orfani del Camerun e l’aiuto alle popolazioni del Camerun e del Brasile, luogo in cui opera Padre Libero Zappone, fratello missionario di Suor Filomena, da oltre 43 anni.
 
Campobasso, 01 agosto 2008               Per l’Associazione
  Laura D’Amico Chiara D’Amico

ASSOCIAZIONE SOCIALE E CULTURALE “GIUSEPPE TEDESCHI” Onlus
Via Piave, 90 – 86100 Campobasso - Tel e Fax 0874.493836
 e-mail associazionetedeschi@alice.it
 
L’Associazione Sociale e Culturale “G. Tedeschi” Onlus desidera esprimerLe la piu profonda riconoscenza per aver contribuito alla raccolta organizzata in favore della Missione di Tuoboro e della Casa dell’Infanzia Abbandonata di Ngaoundéré in Camerun gestite, dal 1968, da Suor Filomena Zappone dell’Istituto Mater Orphanorum di Cercemaggiore (CB).
Grazie al Suo contributo siamo riusciti a raggiungere un ottimo risultato e consegnare nelle mani di Suor Filomena oltre 100 scatoloni di beni alimentari e materiale scolastico. Il camion della raccolta e partito alla volta di Milano il 07 Agosto per completare il container che agli inizi di settembre sara inviato in Camerun.
Oltre a ringraziare di cuore tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo grande risultato l’Associazione Tedeschi, in nome degli ideali di Padre Giuseppe Tedeschi sacerdote jelsese morto in Argentina per mano degli squadroni della morte il 02 febbraio 1976, intende mantenere rapporti di collaborazione con Suor Filomena Zappone e le attivita da lei gestite anche attraverso la promozione delle adozioni a distanza degli orfani del Camerun e l’aiuto alle popolazioni del Camerun e del Brasile, luogo in cui opera Padre Libero Zappone, fratello missionario di Suor Filomena, da oltre 43 anni.Siamo convinti che il pensiero e i desideri di Padre Giuseppe Tedeschi possano essere portati avanti con spirito di fratellanza se ognuno di noi nel quotidiano vivere continua la propria opera di solidarieta sociale in difesa e a supporto di coloro che quotidianamente non sono in grado di soddisfare i propri bisogni primari.
Nel salutarLa cordialmente Le auguriamo un buon Ferragosto.
 
Campobasso, 08 agosto 2008               Per l’Associazione
  Laura D’Amico Chiara D’Amico
                                                                         Angela Scocca Marilena Tronca

 


 

CENA DI SOLIDARIETA'

Cena solidale il giorno 22 Novembre 2008 organizzata dall’Associazione Sociale e Culturale “Giuseppe Tedeschi” Onlus.

Costo 30 € a persona. Parte del ricavato sara devoluto al “PROGETTO AFRICA” e il resto andra a sostegno dell’Associazione Tedeschi. Prenotare entro il 18 Novembre al numero 0874/493836 oppure contattando  Chiara al 3382182130; Monica 338/1687032 Marilena 333/9327256, Angela 3391042894  Laura 3480464847 Teresa 3396409489

Durante la serata saranno estratti i premi della lotteria di beneficenza organizzata dalla nostra associazione.

Aiutaci a combattere la poverta e l’esclusione sociale promuovendo in particolare lo sviluppo dei minori e delle comunita locali senza distinzioni religiose, etniche o di genere, un’ azione che Suor Filomena Zappone porta avanti da 40 anni: contribuisci a migliorarla.

Far pagare il biglietto prima della serata-evento perché pagare prima di entrare puo essere sconveniente e imbarazzante. La consegna di un bell’invito in cartoncino da consegnare all’ingresso e molto piu simpatico e decisamente meno imbarazzante.

Allietare la cena con qualcosa di simpatico (un comico, un mini spettacolino, un prestigiatore) qualcosa che rimanga nella mente dei partecipanti
La cena deve essere un momento di coltivazione e di sensibilizzazione alla causa, non solo di raccolta fondi.

Proiezione di diapositive dei bimbi di Suor Filomena

 

 

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Padre Giuseppe TEDESCHI, era un molisano normale, emigrato da ragazzo in Argentina, scelse i seguaci di S. Giovanni Bosco e da salesiano venne ordinato sacerdote. Quando lascio JELSI aveva gia 15 anni e potrebbe tranquillamente essere ancora con noi, essendo nato nel 1934, se non fosse stato assassinato dagli squadroni paramilitari della dittatura fascista di Buenos Aires.

Fu tra le prime vittime, il 2 febbraio 1976, a cadere sotto i colpi della repressione militare del Generale Videla. Dopo di lui si apri una delle pagine piu dolorose della storia dell’umanita. Decine di migliaia di giovani e di oppositori vennero rapiti, torturati e uccisi. I militari entravano nelle case, prelevavano le persone sotto gli sguardi attoniti dei familiari e li portavano via. Molti di loro vennero scaraventati fuori degli aerei e finirono in mare. Altri perirono tra le piu cruente atrocita.Ebbene quella storia ci appartiene perché una tragedia simile non poteva e non doveva mai accadere. Ed e nostro dovere capire la vicenda umana e politica di Giuseppe Tedeschi, questa persona mite, dal volto sempre sorridente, che era dedito ai piu poveri per assicurare loro rispetto, dignita, acqua, lavoro e riscatto sociale.

Una figura scomoda che ebbe il coraggio di non chinare il capo, umile tra gli umili, viveva in una periferia sterminata tra centinaia di migliaia di diseredati a cui mancava anche la speranza del domani. E Padre Tedeschi insegnava ad avere rispetto di sé, a studiare e imparare un mestiere, a mettersi in cooperativa fondando uno spaccio per prodotti altrimenti inaccessibili, a curarsi con una farmacia sociale e con una tenda che fungeva da pronto soccorso.
Solo una persona speciale, riesce a far sognare, uomini e donne, che non possiedono niente se non i loro bisogni inevasi e i propri desideri amputati. E una figura simile mal si conciliava col vento di un regime autoritario che fiancheggiato dai miliardari locali e da una chiesa muta, calpestava i diritti elementari e si imponeva con la forza del sopruso e della sopraffazione.

Con un’iniziativa modesta e stata avviata un’associazione intitolata alla memoria di Jose Tedeschi che si prefigge di far conoscere, l’uomo, la sua vicenda, l’opera e il messaggio forte che resta vivo piu che mai perché travalica il tempo e lo spazio. E quale occasione migliore per parlare al Molise di questo cittadino di JELSI se non in presenza dell’Associazione delle Madri di Plaza de Majo che da 30 anni lotta per la verita e la giustizia. Donne coraggiose che non si sono mai piegate e ancora urlano al Mondo il proprio sdegno per la vergogna dei desaparecidos e chiedono che i colpevoli siano acciuffati, perseguiti e messi in carcere.

Non sappiamo se saremo all’altezza di cio che meritano delle donne cosi tenaci e la memoria di una personalita straordinaria come Giuseppe Tedeschi. E non siamo in grado di prevedere per il prossimo 6 dicembre come rispondera la nostra terra alla manifestazione programmata al Convitto Mario Pagano. Pero vogliamo provare a rompere il silenzio del tempo e il buio della storia. Intendiamo parlare della liberta, dell’uguaglianza e dei diritti umani, perché ancora oggi sotto il nostro sguardo in troppi angoli del pianeta domina l’ingiustizia, la prepotenza e la tracotanza. Ed e per parlare al futuro che vi invitiamo a raccogliere il nostro invito e ad essere con noi e con le Madri de Plaza de Majo il prossimo 6 dicembre.

Campobasso, 28 novembre 2007

                                                                      
P/l’Associazione  “ Giuseppe  TEDESCHI “

Laura D’Amico           Chiara D’Amico           Michele  Petraroia

 

 

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